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Misteri e Leggende

Tragiche coincidenze o Spaventosa realtà?
IL MISTERO DELLA MALEDIZIONE DI OTZI
Otzi, la mummia ritrovata in Val Senales nel 1991, sembra non dar pace a chi l'ha risvegliata dal suo sonno millenario. Tutto comincia con la notizia della morte di un altro scienziato di Brisbane, in Australia, che esaminò il Dna della mummia scoperta dopo oltre cinquemila anni sulle cime ghiacciate del Tirolo, e che fa pensare ad una 'maledizione' che colpirebbe chi è stato a contatto con l'antico guerriero delle Alpi. L'archeologo molecolare Tom Loy viene trovato senza vita nella sua casa di Brisbane, in Queensland, mentre finiva di scrivere un libro che ricostruiva la vita di Otzi. E' la settima persona morta dopo essere stata a stretto contatto con la mummia. "Loy non credeva alla superstizione, come non ci crediamo noi colleghi. Loy era malato, da anni soffriva di un'infezione al sangue", ha detto oggi uno degli scienziati che ha lavorato con lui presso l'Istituto di biologia molecolare del Queensland. Una dozzina di persone hanno collaborato con Loy, un americano trapiantato in Australia, per esaminare le tracce di Dna sull'ascia del cacciatore. Erano stati questi studi che avevano contribuito a contraddire la teoria del cacciatore solitario morto tra i ghiacci. Secondo il team di scienziati guidati da Loy, la realtà era diversa: Otzi era un guerriero, morto in seguito a ferite riportate durante un combattimento. Aveva ferito altri uomini, e da loro era stato ferito a morte. I primi sospetti di una maledizione, come quelle che avrebbero colpito i profanatori delle tombe dei faraoni, erano nate già due anni dopo la scoperta di Otzi. Secondo la leggenda, lo spirito del "guerriero dei ghiacci" si sarebbe infuriato per essere stato disturbato nel suo sonno, durato 53 secoli, e avrebbe maledetto tutti quelli gli si sono avvicinati. Il primo a morire era stato Rainer Henn, 64 anni, patologo dell'Università di Innsbruck che aveva sollevato Otzi a mani nude per metterlo in un sacco di plastica cerata. Henn era morto un anno dopo in un incidente stradale, mentre si recava ad una conferenza sul lavoro da lui svolto. La seconda vittima era stata Kurt Fritz, 52 anni, l'esperto di montagna che aveva condotto Henn da Otzi. Dopo poco toccò a Rainer Holz, il giornalista austriaco che filmò le fasi del recupero della mummia dai ghiacci. Holz fu ucciso da un tumore al cervello. Poi fu la volta del turista tedesco che scoprì la mummia, Helmut Simon, di 67 anni, che perse la vita in una tempesta di neve poco distante dal luogo dove Otzi fu rinvenuto. Il suo corpo fu trovato solo otto giorni dopo, congelato e semi nascosto sotto un velo di ghiacchio e nevischio.. quasi a simulare la morte di Otzi, sembrerebbe che la mummia abbia colpito direttamente stavolta..Nel giro di poche ore dal funerale il capo della spedizione di soccorsi che aveva trovato il corpo del tedesco, Dieter Warnecke, 45 anni, ebbe un attacco di cuore e morì. Warneche era la quinta persona a morire. Lo scorso anno toccò a Konrad Spindler, a capo delle indagini sull'uomo dei ghiacci condotte dall'Università di Innsbruck. Nonostante il sessantaseienne scienziato fosse deceduto per sclerosi multipla, la leggenda di una misteriosa maledizione prese nuovo vigore. E ora la scoperta del corpo di Tom Loy riapre la discussione. "Tom stava terminando gli ultimi esami del Dna, che avrebbe inserito nel libro che stava scrivendo su Otzi, una ricostruzione della vita dell'uomo dei ghiacci basata su ciò che avevamo scoperto qui all'università studiando il suo Dna", ha detto Gail Robertson, collega di Loy, al quotidiano "The Australian". Robertson, che ha esaminato il computer di Loy, ha detto di non essere ancora riuscito a individuare il file contentente il manoscritto del libro... siamo ancora in attesa di nuovi sviluppi.. che l'uomo abbia finalmente ceduto al potere di Otzi? una cosa è certa, terminati gli esami e le ricerche su Otzi non è più morto nessuno.